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Diploma rilasciato da Re Giovanni di Boemia al Vescovo di Trento (9 agosto 1339)

Decreto-Sigillo

"Giovanni per grazia di Dio re di Boemia e conte del Lussemburgo a tutti ed in perpetuo. La sublimità della magnificenza reale ci convince che coloro i quali con la prova delle loro azioni si rendono a noi graditi, debbano a loro volta conseguire per sé e per i loro la grazia del Nostro favore in una ricompensa da valere per sempre.

Perciò, avendoci il venerabile Padre in Cristo il Signor Nicolò, Vescovo di Trento, nostro carissimo amico, dichiarato che la sua Chiesa al presente non ha alcuno stemma col quale in tempi di necessità, i nobili ministeriali, i soldati e i vassalli, suoi e della predetta sua Chiesa, possano fregiarsi ed issare sui vessilli. Ed avendoci supplicato umilmente e devotamente affinché con la benignità che ci è congeniale, facessimo dono a lui ed ai suoi successori nella predetta Chiesa, dello stemma ora non usato di S. Venceslao martire, glorioso patrono del nostro regno.

Noi guardando alla lealtà dello stesso Signor Vescovo che egli verso di Noi manifesto nel passato e manifesta nel presente, considerando inoltre assai attentamente che lo stesso Signor Vescovo per fedeltà e disposizione nel servizio ci si mostro talmente zelante che mai trovammo ne potemmo trovare in lui nient'altro che quanto una vera fedeltà ed un affetto di vera devozione richiedono, giudicammo di essere tenuti ad ascoltarlo ed esaudirlo nella sua richiesta mossi dal debito di una speciale riconoscenza.

Perciò, col tenore del presente atto, vogliamo notificare a coloro che vivono nel presente e a coloro che vivranno nel futuro che, accettando con affetto benigno come giusta e ragionevole la richiesta del ricordato Signor Vescovo, in nome di Dio diamo, concediamo e doniamo a lui ed ai venerabili suoi successori, i Vescovi di Trento, come pure alla Chiesa Tridentina, il predetto invittissimo stemma dello stesso S. Venceslao, riprodotto in calce a questo nostro atto di privilegio perché possa essere in possesso e usato dallo stesso Vescovo e dai predetti successori, i Vescovi di Trento, nel presente e trasmesso in perpetuo per il futuro. Siccome poi la medesima Chiesa Tridentina e esposta alle incursioni dei nemici, come alla freccia il bersaglio, e per questo i suoi rettori, i Vescovi di Trento, in passato furono afflitti dalla violenza di varie ingiustizie da parte di nobili e potenti confinanti, sinceramente promettiamo, sia per il diritto di avvocazia, sia in forza dello stemma predetto, intervenendo noi, i nostri eredi e successori, gli illustri Duchi della Carinzia e i Conti del Tirolo, di conservare e con l'aiuto di Dio di difendere degnamente in futuro il ricordato Signor Vescovo nei suoi diritti, dignità e immunità contro ogni impresa e gravame venente da costoro.

In testimonianza, manifestazione e forza da valere in perpetuo di quanto detto, abbiamo fatto stendere il presente documento e lo abbiamo fatto rafforzare mediante il nostro sigillo maggiore.

Dato a Wroclav nell'anno del Signore 1339, nel giorno della Vigilia del glorioso martire il beato Lorenzo."

 
 
 
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